Salute e Benessere

Dipendenza alcol: il primo passo da compiere

Chi soffre di dipendenza da alcol deve accettare il fatto e contattare il proprio medico curante nel momento in cui si sente di non riuscire più a controllare il rapporto con l’alcool. Si tratta del primo passo da compiere per riconquistare la propria libertà di vivere.

Può trattarsi dell’inizio di una dipendenza, dove il soggetto si sta accorgendo di bere troppo e della presa di coscienza che l’assunzione di alcol sta creando dei problemi fisici e nella sfera professionale.

Il rifiuto di riconoscere la dipendenza è tipico e frequente fra chi abusa di alcol e fra i dipendenti è una delle caratteristiche comuni è il fatto di pensare che non esiste una terapia specifica per risolvere la questione. Niente di più sbagliato, perché chiedere aiuto è un aspetto fondamentale, che permette a chi soffre di dipendenza di dare vita ad un percorso di cura serio e preciso.

Primi passi per combattere la dipendenza da alcool

La prima cura può avvenire dal medico di base o da un medico generico. E’ importante prepararsi ad affrontare questo primo momento con attenzione e riflettere sulle abitudini e sulla quotidianità rispondendo mentalmente a domande che possono interessare la quantità e la frequenza con la quale si assumono bevande alcoliche, ma anche su quali sono i motivi che spingono a farlo. I problemi legati alla dipendenza da alcol o presunta tale vanno quindi esposti nel primo incontro, al fine di aiutare il medico a comprendere se si tratta di una vera e propria dipendenza, o se ci sono i margini per potere fermare il problema prima che si manifesti in modo eclatante e pericoloso.

Si tratta della prima fase della cura e della terapia, di un momento molto difficile da affrontare dal punto di vista psicologico, perché chiede di stilare una lista dei sintomi e anche di quelli che apparentemente non sembrano essere legati all’eccessivo consumo di alcol. E’ altresì richiesto di redigere una lista dei farmaci che vengono assunti, anche degli integratori, per permettere al medico di disporre di un quadro completano della situazione.

E’ importante che chi pensa di soffrire di una dipendenza si faccia accompagnare a questo primo incontro da una familiare o da un amico fidato, al fine di non affrontare lo scoglio della conoscenza da soli. La barriera psicologica è infatti molto alta e una persona da sola potrebbe non farcela. Il supporto delle persone vicine può invece diventare un aiuto che può convincere anche le persone più indecise ad agire per il loro bene e ad iniziare un percorso di recupero serio e costante.

Una volta esposti i sintomi e anche le condizioni psicologiche, è utile porre al medico alcune domande base, che possono aiutare a comprendere se si tratta di una dipendenza e quali sono le messe da compiere per guarire. Di base le domande possono interessare il comportamento, i consigli su future terapie, le alternative terapeutiche alle proposte ricevute, ma anche la possibilità di avere del materiale informativo da leggere e consultare con calma alla fine della visita medica.

Dal canto suo, il medico può programmare alcune domande specifiche, che interessano la frequenza e la quantità di bevande alcoliche assunte, se vi sono episodi di alcolismo in famiglia e se amici e parenti sono a conoscenza della situazione. Le domande possono anche interessare l’evoluzione del rapporto con l’alcol, ovvero se il soggetto ha la necessità di bere più rispetto al passato o di farlo in modo diverso, ad esempio anche al mattino piuttosto che alla sera e se il paziente stesso associa al consumo di alcol anche quello di sostanze stupefacenti.

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